Indagine Ipsos

Image

Nel Lazio sono oltre 265.000 le persone che convivono con un tumore e 33.850 i nuovi casi registrati. Disponibilità di Centri d’eccellenza, possibilità di scelta tra le diverse strutture presenti nella Regione, standard elevati della chirurgia. Ma anche la competenza dei medici e degli infermieri, qualità degli spazi, chiarezza delle informazioni sia nella fase della diagnosi che durante la terapia. Sono alcune delle motivazioni con le quali i pazienti oncologici e onco-ematologici promuovono l’assistenza sanitaria della Regione Lazio, secondo l’indagine “Le patologie oncologiche: il punto di vista dei pazienti e dei cittadini del Lazio”. La ricerca che ha coinvolto in modo parallelo un campione di pazienti e cittadini è stata realizzata da Ipsos insieme a Salute Donna Onlus, in collaborazione con le Associazioni sostenitrici del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”,  e attive nel Lazio: AIPaSiM – Associazione Italiana dei Pazienti con Sindrome Mielodisplastica, APAIM – Associazione Pazienti Italia Melanoma, L’Arcobaleno della Speranza, L’albero delle molte vite, NET Italy e Salute Donna.

Nell’ambito del progetto rinasce l’Intergruppo consiliare regionale del Lazio, composto da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, per la tutela dei diritti dei pazienti oncologici e onco-ematologici.
 
I risultati dell’idagine sono stati presentati alcuni giorni fa alla conferenza stampa, presso la Regione Lazio, che ha visto la partecipazione di Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale IFO e Presidente FIASO, in rappresentanza della Regione Lazio, Davide Barillari, Coordinatore Intergruppo consiliare “Insieme per un impegno contro il cancro”, Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus, Ruggero De Maria, Direttore Istituto di Patologia Generale, Università Cattolica, Presidente “Alleanza Contro il Cancro”, Chiara Ferrari, Group Director dell’area Public Affairs in Ipsos, Paolo Marchetti, Professore di Oncologia Medica, Direttore di Oncologia Medica al Sant’Andrea, Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Onlus e Vice Presidente AIL. Hanno partecipato, inoltre, le Associazioni di pazienti sostenitrici del progetto.
 
Dopo la prima, positiva esperienza del 2017, l’Intergruppo consiliare si prepara, forte della partecipazione di tutti gli schieramenti politici, a lavorare insieme alle Associazioni dei pazienti sui grandi temi dell’assistenza ai malati di cancro.
Il Servizio Sanitario offerto nel Lazio è giudicato migliore o uguale a quello di altre Regioni per la metà dell’opinione pubblica, così come per il 50% dei pazienti oncologici intervistati. Questi ultimi esprimono tuttavia gradimento complessivo del servizio fruito quasi 4 volte superiore a quello della popolazione generale (49% di voti eccellenti vs. 13%). 
L’apprezzamento verso la sanità regionale è confermato dalla bassa incidenza della mobilità sanitaria in ambito oncologico: quasi 9 pazienti su 10 intervistati si sono curati entro i confini regionali.
Nella scelta della struttura in cui eseguire le terapie, la competenza del personale medico è dirimente (43%). L’indirizzo dello specialista ha un peso analogo alla reputazione della struttura e del passaparola (circa 10%, uno per l’altro).
Su tutti i principali aspetti dell’assistenza ai pazienti oncologici e onco-ematologici lavorerà l’Intergruppo consiliare che sarà un luogo di confronto tra tutti i principali attori con l’obiettivo di indirizzare la Giunta regionale ad impegnarsi concretamente per una migliore presa in carico dei pazienti e per l’accesso alle cure e ai trattamenti più innovativi.
Tra i pazienti oncologici si confermano giudizi molto positivi sia sulla presenza e l’ampiezza di scelta di strutture per le cure, sia di qualità dell’offerta chirurgica.
I giudizi positivi da parte dei pazienti coinvolgono anche i professionisti sanitari (cortese, empatico e competente), le strutture e alle attrezzature (accoglienza, pulizia, efficienza), le valutazioni di eccellenza (voti da 8 a 10) non scendono mai sotto il 50%.
Nonostante la fiducia nel servizio pubblico e, forse, in conseguenza della preoccupazione generata da una diagnosi di tumore, 3 pazienti su 4 sentono il bisogno di conferme e rassicurazioni che cercano sul web o consultando altri medici. Un dato interessante della ricerca riguarda la positiva valutazione del medico di famiglia. I pazienti affetti da tumore e i cittadini lo vorrebbero più informato e più capace di indirizzare le scelte degli assistiti in fase di diagnosi. 
Il 50% degli intervistati ha sentito parlare dei test genetici, uno in particolare viene più citato dalla popolazione e dai pazienti, il BRCA1 e il BRCA2.
Riguardo ai farmaci innovativi per la cura dei tumori, l’indagine rileva una moderata conoscenza tra gli intervistati.
Il 50% degli intervistati ha sentito parlare di terapie sperimentali, ma solo al 13% sono state proposte. Sette pazienti su 10 sono informati sui benefici e rischi della terapia.
Il sostegno psicologico è percepito come importante dai cittadini, ma chi (2/3) è passato attraverso una storia di cancro lo ritiene fondamentale, anche se non tutti se ne sono avvalsi (32%). Tuttavia, sapere che nei centri di cura è possibile essere aiutati psicologicamente è estremamente rassicurante. Inoltre, nella popolazione generale, una persona su 2 sa che ci sono le Associazioni di pazienti che supportano i malati di cancro.
 
“Interessanti i dati che emergono  – ha dichiarato Francesco Ripa di Meana - perché è sempre più alta la mobilità verso il Lazio per interventi piuttosto che migrazioni verso altre regioni se non per alcuni tumori rari. Importante è la conoscenza delle tecnologie e delle innovazioni a disposizione dei pazienti.”